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Le attività didattiche dell'istituto sono ispirate dalle seguenti finalità formative e dagli obiettivi trasversali già definiti nei PEI delle due diverse sedi dell'Istituto e qui, di seguito, sintetizzati.
- Competenza linguistica
Va perseguita in tutte le discipline, anche in considerazione del fatto che gli studenti vivono in un contesto socio-linguistico complesso. Alla competenza linguistica è collegata la competenza testuale, che va perseguita in molteplici ambiti disciplinari, cosa ovvia se si pensa che gran parte della nostra cultura è affidata a fonti, non solo letterarie, ma anche iconiche, materiali, audiovisive e multimediali.
- Capacità logiche
Le capacità logiche vanno sollecitate a partire dal livello di ingresso, evitando formalizzazioni eccessive e possibilmente attivando meccanismi e motivazioni che mettano in funzione il gusto del gioco logico, anche in relazione con elementi esperienziali, a partire da un "problema" (può trattarsi di una questione a pura valenza logica, di un "problema" di tipo scientifico, filosofico, storico, religioso, ecc.). In relazione a ciò va rifiutata ogni impostazione di tipo esclusivamente nozionistico-mnemonico: un valido apprendimento va riferito ad un contesto di connessioni logiche finalizzate alla concettualizzazione.
- Pensiero divergente
È noto che la scuola riesce più facilmente a "produrre" studenti che risolvono problemi in maniera corretta piuttosto che studenti che li risolvono in maniera creativa. Benché si tratti di un obiettivo piuttosto ambizioso, l'impegno a far sviluppare pensieri originalmente creativi e non stereotipati dovrebbe rientrare, e s'intende far rientrare, nei compiti di una scuola capace di sviluppare e non di bloccare le potenzialità di tutti gli studenti, incluso il pensiero divergente (o creativo, o produttivo).
- Capacità critiche
È fondamentale l'acquisizione di capacità di riflessione sui contenuti, di capacità di collegarli in funzione della formulazione di un giudizio logicamente corretto e sempre motivato, seppure a gradi diversi di plausibilità; capacità critica significa inoltre riconoscere i luoghi comuni, mettere in discussione teorie ed opinioni, valutarle nella loro fondatezza, essere consapevoli della pluralità dei punti di vista possibili. La capacità critica sta quindi alla base di ogni autentico atteggiamento democratico.
- Capacità di comprensione e di transfer
Premesso che la memoria è una componente fondamentale di qualsiasi tipo di apprendimento, va tuttavia precisato che essa funziona all'interno di totalità dotate di senso, quindi all'interno di qualcosa che è motivato dal punto di vista cognitivo e/o affettivo.
Pertanto l'apprendimento delle nozioni non potrà essere disgiunto da processi di autentica comprensione; le nozioni, poi, non dovranno essere sovradimensionate, ma limitarsi a quelle funzionali al contesto di apprendimento. In altri termini dovranno essere attivate strutture mnestiche "profonde", piuttosto che meccanismi superficiali. L'uomo, attualmente, usufruisce di strumenti elettronici che gli permettono di risparmiare lavoro mentale velocizzando operazioni di tipo "meccanico".
In questa prospettiva sarà essenziale la comprensione "profonda" delle strutture concettuali e logiche e la capacità di trasferirle ed utilizzarle in contesti diversi e in diverse discipline.
- Capacità di svolgere le operazioni proprie di ciascuna disciplina
Sebbene non sia possibile in alcun modo identificare l'attività di insegnamento/apprendimento con l'attività di ricerca, lo studente nel corso del curricolo dovrà, almeno alcune volte, con la guida dell'insegnante, svolgere o simulare quelle operazioni che sono specifiche della ricerca in un determinato ambito disciplinare: a titolo esemplificativo si citano gli esperimenti di laboratorio, l'indagine di tipo statistico, il lavoro su fonti storiche. Questo faciliterà la comprensione da parte dello studente della specificità dei diversi ambiti della ricerca.
- Senso della storicità
È fondamentale sostenere, e non solo nell'insegnamento della storia, la consapevolezza della storicità di qualsiasi cosa abbia a che fare con l'uomo: la lingua, la matematica, la filosofia, le scienze naturali e sociali, i modi di essere, di vivere e di produrre. Le attuali generazioni avvertono ciò non senza difficoltà; sarà ciascun insegnante, nell'ambito delle proprie competenze, a rafforzare un tale senso storico.
- Saper vivere con gli altri
Ogni insegnante è professionalmente impegnato ad educare alla convivenza democratica. Ciò si concretizza in una prassi didattica tendente non all'imposizione dei comportamenti e delle regole, ma alla loro condivisione, da raggiungersi attraverso la discussione e il confronto. L'esplicitazione delle regole e la trasparenza dei comportamenti degli insegnanti si applicano alla progettazione, alla valutazione (definizione dei criteri) e ad ogni opportuno progetto didattico individualizzato.
- Saper studiare
Gli insegnanti devono sentirsi impegnati a far acquisire agli studenti un corretto metodo di studio, che implica la capacità di organizzare il proprio lavoro, di valutare risorse e limiti anche in vista dell'orientamento futuro.
Ciò comporta la capacità di porsi in modo razionale di fronte ai propri compiti, ossia: sviluppare l'attitudine al rispetto dei fatti, alla ricerca e al vaglio di riscontri delle proprie ipotesi esplicative; saper raccogliere, cernere e sistemare in modo organico i dati (prendere appunti, raccogliere informazioni da varie fonti, usare schemi, tabelle e grafici); saper organizzare in modo responsabile e finalizzare in modo efficace il proprio impegno scolastico; saper usare autonomamente i libri di testo; intervenire in classe in maniera pertinente per chiedere spiegazioni e per comunicare le proprie idee.
